Contratto di collaborazione occasionale

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Come il tema delle forme di lavoro flessibili, anche quello del lavoro "occasionale" è attualmente oggetto di ampio interesse, per un duplice ordine di ragioni.

In primo luogo, va considerato che molte imprese (si pensi alle Start-up ed alle Aziende in momentanea difficoltà), dinanzi all'esigenza di forza lavoro supplementare, sono spesso portate a privilegiare soluzioni di tipo temporaneo.

In secondo luogo, grazie all’evoluzione tecnologica, si sono aperti nuovi percorsi di crescita economica, che passano per il web (es. sviluppo di contenuti digitali e pubblicità on line): di conseguenza, è in costante crescita l'esigenza di avvalersi di articolisti e copyrighter, programmatori e web designer, pubblicitari, esperti di marketing e di e-commerce, insomma, di collaboratori che svolgono prestazioni generalmente autonome e spesso anche temporanee.

E' utile dunque conoscere in presenza di quali situazioni e di quali requisiti si può ricorrere ad un contratto di collaborazione occasionale.

Il contratto di collaborazione occasionale è stato introdotto nel 2003 dalla legge Biagi; la sua conclusione non è vincolata a particolari requisiti di forma e prevede una prestazione caratterizzata dai seguenti requisiti:

1- autonomia, ovvero non implicante alcun rapporto di subordinazione;
2- durata non superiore, nel corso del medesimo anno, a 30 giorni lavorativi;
3- compenso non superiore, nel corso del medesimo anno, all'importo di € 5.000.

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Si osserva che, nel caso venga superato il limite di durata (30 giorni), ma sia presente autonomia della prestazione, nonché requisito della remunerazione entro 5.000 Euro, può rientrarsi nella fattispecie del lavoro accessorio, il quale, a seguito del Decreto Lavoro n. 76 del 28 giugno 2013, non è più necessariamente "occasionale" (Sul punto, vedi post lavoro accessorio).

Nell'ipotesi in cui, invece, si eccedano i limiti relativi al compenso di Euro 5.000 annui, va ricordato che sussisterà l'obbligo di versamento dei contributi previdenziali: 2/3 a carico del committente ed 1/3 a carico del prestatore.

Inoltre, superata la soglia dei 5.000 Euro, è necessario procedere all'iscrizione alla gestione separata dell'INPS.

Infine, superata tale soglia, ma in presenza del requisito dell'autonomia del prestatore, se è delineabile un progetto (autonomo rispetto alla ragione sociale), si potrà ricorrere al contratto di lavoro a progetto, per il quale ricordiamo come sia stata recentemente imposta la forma scritta (Sul punto, vedi post lavoro a progetto).

Ultimo dato, ma non meno importante: la collaborazione occasionale è assoggettata a Ritenuta d'acconto del 20%.

Non occorre quindi la Partita IVA, ma il prestatore, una volta percepito il compenso, rilascia la relativa ricevuta (con marca da bollo di 1.81 euro nel caso in cui il compenso stesso superi l'importo di Euro 77.47).

Agapeuno Team

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